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Obiekt - VisitMalopolska

Ruiny Zamku Pieniny Krościenko nad Dunajcem

Rovine del Castello Pieniny, Krościenko nad Dunajcem

Fragmenty kamiennych ścian murów obronnych ukryte wśród zieleni.
Krościenko nad Dunajcem Regione turistica: Pieniny i Spisz
tel. +48 182625601
fax. +48 182625603
tel. +48 182625602
tel. +48 535500627
Il castello Pieniny, conosciuto anche come il castello di Santa Kinga (Św. Kingi), era un tempo la roccaforte più alta della Polonia. Fu costruito sulle Tre Corone (Trzy Korony), un massiccio appartenente ai monti Pieniny Właściwe, più esattamente sul lato settentrionale del picco Zamkowa Góra, a 799 metri sul livello del mare, diverse decine di metri al di sotto della vetta. Le rovine si trovano all’interno del Parco Nazionale dei Pieniny (Pieniński Park Narodowy).

Il castello sorgeva su una sporgenza rocciosa, in un luogo munito di difese naturali, protetto a sud da una rupe inaccessibile, alta circa 50 metri, e a nord da una ripida parete che dà sul Torrente dei Pieniny (Pieniński Potok). Uno stretto valico roccioso lo collegava al resto del massiccio delle Tre Corone.

Il castello fu costruito intorno al 1280 per ordine della principessa Kinga, che nel frattempo era entrata nel convento di Santa Clara (Św. Klary) a Stary Sącz. L’edificio doveva fungere da rifugio per le suore clarisse nei momenti di pericolo, cosa che accadde nel 1287, durante l’invasione dei tartari. Nella torre di guardia potevano nascondersi dai nemici un centinaio di persone e diverse decine di soldati. La roccaforte venne abbandonata nella prima metà del XIV secolo. Nel 1410 fu demolita dalle truppe di un condottiero polacco, Ścibor di Ściborzyce, che stavano saccheggiando la zona, inviate da Sigismondo di Lussemburgo (Zygmunt Luksemburski), sostenitore dei cavalieri crociati. Secondo altre fonti, fu l’esercito degli hussiti a distruggere il castello, nel 1433.

Questo piccolo castello, costruito in pietra calcarea estratta sul luogo, si mimetizzava bene nel crinale roccioso. Era circondato da mura difensive lunghe circa 90 metri e spesse oltre un metro. All’interno vi erano due edifici in pietra, delle cantine, delle capanne in legno e una cisterna per l’acqua proveniente della sorgente di Santa Kinga, che periodicamente si asciugava. Vi si poteva accedere attraversando un portale dotato di una torre difensiva.

Nel 1904, tra le rovine del castello, fu costruita una baita in legno nota come l’Eremo dei Pieniny (Pienińska Pustelnia), in cui abitarono l’eremita francescano Władysław Stachura e, nel 1924, l’eremita Wincenty Kasprowicz. Nel 1949 l’eremo fu colpito da un fulmine e bruciò. Tra le rovine vi è anche la grotta rupestre di Santa Kinga, contenente una statua a grandezza naturale in pietra di Pińczów, opera dello scultore Władysław Druciak. Dal 1921, il 24 luglio, per l’anniversario della morte della santa, i fedeli si recano alla grotta in pellegrinaggio.

La documentazione raccolta durante le ricerche archeologiche effettuate tra il 1938 e il 1939, purtroppo, andò perduta. Ulteriori ricerche furono condotte tra il 1976 e il 1978. Oggi i resti del castello sono conservati sotto forma di rovine e sono resi accessibili ai visitatori. Si sono conservate le mura in pietra, alcuni resti della cisterna e le fondamenta quadrate della torre.


Obiekty na trasie

Muzeum Miejskie Wadowice

Museo Civico, Wadowice

Ludzie przed wejściem do muzeum.
ul. Kościelna 4, 34-100 Wadowice Regione turistica: Beskid Mały i Makowski
tel. +48 338738100
Il museo si trova al primo piano di uno dei palazzi più antichi della città, accanto alla Casa Natale di Karol Wojtyła (Dom Rodzinny Karola Wojtyły). Questo edificio, costruito all’inizio del XIX secolo in stile classicista, ha una storia movimentata. La mostra illustra la Wadowice del periodo dell’infanzia e della giovinezza del futuro papa Giovanni Paolo II e ospita alcune collezioni di notevoli dimensioni.

Il Museo Civico di Wadowice (Muzeum Miejskie w Wadowicach) accompagna i visitatori in un emozionante viaggio nel tempo. Una collezione di cartoline presenta immagini della città del periodo galiziano e tra le due guerre. Grazie alle mostre multimediali, ciascuno di noi potrà tornare indietro nel tempo per ammirare Wadowice del primo dopoguerra e la sua piazza del mercato, che all’epoca rappresentava un importante centro economico, pulsante di vita. Un'altra esibizione offre l’opportunità di conoscere la storia della Compagnia Ginnica “Sokół” (Towarzystwo Gimnastyczne “Sokół”) e di altre organizzazioni culturali e sociali della prima metà del XX secolo. La ricostruzione di un’aula scolastica dell’inizio del XX secolo ci permette di immaginare come fosse la scuola a quei tempi. Possiamo scoprire la storia dell’istruzione locale, cimentarci con la calligrafia, provare a stampare un documento in un quotidiano del XIX secolo o indossare un vestito del XIX-XX secolo. Inoltre, sarà possibile esercitarsi nei vecchi metodi di scrittura e calcolo. In una delle sale respireremo l’atmosfera di un appartamento dell’epoca: potremo toccare con la mano i mobili caratteristici d’inizio ‘900, sfogliare un album fotografico degli abitanti di Wadowice, aperto sul tavolo, o ascoltare una radio d’epoca che trasmette stralci di trasmissioni dell’anteguerra. Nell’atelier fotografico, infine, potremo scattarci una foto in abiti d’epoca. Il Museo Civico di Wadowice raccoglie anche alcuni cimeli dei suoi cittadini ebrei. Di particolare interesse sono i dipinti e le statue degli artisti legati a Wadowice, le opere di alcuni artisti popolari, tra cui Jędrzej Wowro, e i lavori dei giovani artisti di Wadowice. La mostra “La Wadowice di Karol Wojtyła” (“Wadowice Karola Wojtyły”) unisce in maniera innovativa fotografie d’archivio, documenti e altri cimeli a supporti multimediali.


Obiekty na trasie

Żydowskie Muzeum Galicja Kraków

Museo Ebraico della Galizia, Cracovia (Kraków)

Kazimierz
Dajwór 18, 31-052 Kraków Regione turistica: Kraków i okolice
tel. +48 124216842
Lo scopo del museo è quello di creare un ponte fra polacchi ed ebrei, combattere gli stereotipi e commemorare le vittime dell’Olocausto. Il Museo Ebraico della Galizia (Żydowskie Muzeum Galicja), situato nel cuore del quartiere ebraico di Kazimierz, ha il compito di aiutare a comprendere la storia di entrambi i popoli.

Il Museo Ebraico della Galizia è stato allestito in un antico mulino dell’anteguerra. La mostra permanente, visitata da cracoviani e turisti, è composta da due sezioni tematiche: “Sulle Orme della Memoria” (“Śladami Pamięci”) e “Memoria Incompiuta” (“Pamięć Niedokończona”). Il primo blocco tematico è frutto di una collaborazione durata dodici anni tra Chris Schwarz e Jonathan Weber (ex presidente UNESCO per gli Studi Interreligiosi e sull'Ebraismo) e offre una nuova prospettiva sulle questioni relative al passato ebraico. Questa mostra è una raccolta di fotografie di luoghi, persone, simboli. Storie e racconti. È suddivisa in cinque sezioni, che includono:
“La Testimonianza delle Rovine” (“Świadectwo ruin”), “C’era una volta la cultura ebraica” (“Żydowska kultura, jaką niegdyś była”), “Olocausto. I luoghi di sterminio” (“Holokaust. Miejsca zagłady”), “Come viene ricordato il passato” (“Jak zapamiętywana jest przeszłość”), “Le persone che creano la memoria” (“Ludzie tworzący pamięć”). La mostra intitolata “Memoria Incompiuta”, invece, fa parte di un progetto del Museo Ebraico della Galizia che intende offrire una visione più audace del patrimonio ebraico e dell’intera regione storica della Galizia, anche della sua parte orientale, oggi appartenente all’Ucraina.


Obiekty na trasie

Muzeum Pożarnictwa Olkusz

Museo dei Pompieri, Olkusz

Muzeum Pożarnictwa Olkusz
Floriańska 8, 32-300 Olkusz Regione turistica: Jura Krakowsko- Częstochowska
tel. +48 691499309
Un luogo consigliato non solo agli appassionati delle caserme dei pompieri. Nel Museo dei Pompieri della Terra di Olkusz (Muzeum Pożarnictwa Ziemi Olkuskiej), attivo fin dal 1978, si possono ammirare affascinanti collezioni di attrezzature antincendio, tra cui automobili, pompe mobili trainate da cavalli, caschi, cinture, accette e divise da pompiere del XIX e XX secolo.

Questo luogo è nato grazie alla passione per il collezionismo di Stefan Ząbczyński, a lungo presidente dei Vigili del Fuoco Volontari di Olkusz (Ochotnicza Straża Pożarna w Olkuszu). È grazie a lui che oggi i visitatori possono ammirare un veicolo dei vigili del fuoco risalente alla Seconda guerra mondiale, chiamato “Jasiek”, idranti d’epoca e manichette antincendio. Uno dei pezzi da collezione più preziosi è il campanello d’allarme del XVII secolo, che prima era installato in un convento agostiniano. La collezione del museo raccoglie anche documenti, fotografie, stendardi, uniformi, medaglie, armi e cimeli personali appartenenti ai pompieri di Olkusz. Tra gli elmetti risalta quello più antico, in pelle, dotato di finiture in oro e di una cresta nella parte alta. Risale al 1888 e se ne conosce il proprietario: apparteneva a Edward Chmielewski, primo comandante dei vigili del fuoco di Olkusz.


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Galeria Marii Ritter i Stare Wnętrza Mieszczańskie Nowy Sącz

Galleria Maria Ritter e gli Antichi Interni Borghesi, Nowy Sącz

Pokój umeblowany zabytkowymi meblami, utrzymany w staromieszczańskim stylu. Galeria Marii Ritter i Starych Wnętrz Mieszczańskich w Nowym Sączu
Rynek 2, 33-300 Nowy Sącz Regione turistica: Beskid Sądecki i Niski
tel. +48 184420442
La Galleria Maria Ritter (Galeria Marii Ritter) di Nowy Sącz ospita il Museo degli Interni Borghesi (Muzeum Wnętrz Mieszczańskich), situato al primo piano del palazzo che un tempo apparteneva alla famiglia dell’illustre pittrice.

Questo luogo, in cui è stato ricreato lo studio della pittrice, ospita una mostra di dipinti. Le altre stanze sono state arredate in modo da ricostruire i salotti delle antiche residenze borghesi. Sono stati usati molti cimeli della famiglia Ritter e mobili che un tempo si trovavano veramente in questo palazzo. Maria Ritter era una pittrice proveniente da una famiglia borghese di Nowy Sącz che abitava in un palazzo costruito tra il XVIII e il XIX secolo, situato all’angolo della Piazza del Mercato (Rynek) di Nowy Sącz. Oggi questo luogo ospita la galleria dedicata alle sue opere. In alcune stanze, al primo piano del palazzo, sono stati allestiti gli interni di una casa borghese e due salotti del XIX secolo: quello “verde”, in stile biedermeier, caratterizzato da una mobilia pesante, con molte cianfrusaglie. Sulle pareti sono appesi dipinti di Maria Ritter, che adornano anche il salotto più piccolo, quello “bianco”, arredato con mobili più leggeri di fine XIX secolo. Nell’ultima stanza è stato ricreata la camera da letto dei nonni di Maria, Feliks e Józefina Ritter, arredata in stile viennese. Lo studio della pittrice, in cui sono esposti alcuni suoi dipinti, occupa una stanza a parte. Presso la Galleria sono state girate alcune scene del film “Mój Nikifor”.


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Muzeum imienia Aleksandra Kłosińskiego Kęty

Museo intitolato ad Aleksander Kłosiński, Kęty

Sala historyczna
Rynek 16, 32-650 Kęty Regione turistica: Oświęcim i okolice
tel. +48 338453107
Questo museo regionale raccoglie molti reperti legati alla storia e alla vita quotidiana di un tempo della città di Kęty e dei suoi abitanti, tra cui gli illustri san Giovanni Canzio (Jan Kanty), beata Ludovica di Kęty (Ludowika z Kęt) e l’intagliatore Stanisław Jarząbek.

Tutto iniziò con Aleksander Kłosiński, artigiano, educatore e appassionato di collezionismo. Per amore delle tradizioni, della cultura e della storia, cominciò a collezionare preziosi documenti antichi, libri di corporazioni, cimeli militari e opere d'arte. Nel suo testamento lasciò alla città e ai suoi abitanti tutti gli oggetti raccolti nell’arco della vita, una collezione che ancora oggi rappresenta il fulcro del museo e che ci permette di rivivere il passato della città. Tutti gli oggetti esposti nel museo provengono dalle case di Kęty e sono state donate dai suoi abitanti: mobili prodotti in zona, piccoli utensili per la casa, attrezzi da artigiano, strumenti musicali, costumi popolari e bauli un tempo appartenenti alle corporazioni. Possiamo ammirare, tra le altre cose, anche una tradizionale capanna contadina e un salotto borghese del XIX secolo. Nel museo si possono scoprire molti dettagli riguardanti il soggiorno a Kęty di Józef Piłsudski con la I Brigata delle Legioni, all’inizio del 1915. Il museo organizza anche incontri e laboratori didattici.


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Małopolskie Muzeum Pożarnictwa Alwernia

Museo dei Vigili del Fuoco, Alwernia

Małopolskie Muzeum Pożarnictwa Alwernia
Korycińskiego 10, 32-566 Alwernia Regione turistica: Oświęcim i okolice
tel. +48 122831208
Il Museo dei Vigili del Fuoco (Muzeum Pożarnictwa), il più antico in Polonia, esiste grazie alla passione di coloro che collezionano, conservano e si prendono cura degli eccezionali reperti qui raccolti. A suscitare maggiore interesse tra i visitatori sono i camion dei pompieri, tra cui una Mercedes del 1926.

Il Museo fu istituito il 4 maggio 1953 su iniziativa del capitano Zbigniew Konrad Gęsikowski. Da quasi mezzo secolo è gestito dai Vigili del Fuoco Volontari di Alwernia (Ochotnicza Straż Pożarna w Alwerni). Grazie ai sacrifici e al lavoro dei vigili del fuoco di Alwernia questi cimeli riacquistano lo splendore di un tempo e si rivelano un’autentica lezione di storia. Tra i 1800 esemplari della collezione si trovano delle autentiche gemme, come i carri dei pompieri trainati da cavalli degli anni 1910-1913 o le antiche automobili dei pompieri, che erano sempre “in moto”. Il museo di Alwernia ospita una ricca collezione di veicoli provenienti da regioni ed epoche diverse. Un posto speciale è occupato dalle raccolte di medaglie, decorazioni, stendardi, manichette antincendio, motopompe, accette ed elmetti. Va tenuto conto che sono gli stessi vigili del fuoco di Alwernia a effettuare la conservazione di questi eccezionali cimeli. Il loro lavoro è stato riconosciuto nel 1999, quando hanno ricevuto il premio “Sybilla” da parte del Ministro della Cultura e del Patrimonio Nazionale (Minister Kultury i Dziedzictwa Narodowego) per aver restaurato un’automobile dei pompieri unica nel suo genere: una Mercedes del 1926. 


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Ulica Pomorska Kraków

Via Pomorska

żołnierze w niemieckich mundurach
Pomorska 2, 30-039 Kraków Regione turistica: Kraków i okolice
tel. +48 126331414
È una storia di vittime e carnefici, una testimonianza dei tempi del terrore. È proprio in questo luogo, in via Pomorska 2, dove durante la Seconda guerra mondiale si trovava la sede della Gestapo, dove attraverso le storie delle singole persone, fotografie, registrazioni si racconta di eventi difficili e dolorosi.

È proprio in questo luogo, nelle stanze al primo e al secondo piano, che gli interrogatori si trascinavano per ore. Le cantine, adibite a celle di detenzione, furono trasformate in una prigione. Qui gli agenti della Gestapo torturavano i detenuti, li mutilavano e a volte solo la morte poneva fine agli interrogatori. Proprio in questo luogo, perciò, è stato adibito un Museo volto a tenere viva la memoria delle vittime, a futura testimonianza dei tragici eventi del passato. Nell’edificio di via Pomorska è stata allestita la mostra “Gli abitanti di Cracovia e il terrore 1939–1945–1956” (“Krakowianie wobec terroru 1939–1945–1956”), che racconta la difficile storia della città. La mostra è suddivisa in tre parti. Nella prima vengono presentate le attività della Compagnia in Difesa dei Confini Occidentali della Polonia (Towarzystwa Obrony Zachodnich Kresów Polski) e le vicende della Casa Slesiana (Dom Śląski). La seconda parte racconta la storia di alcune vittime del terrore tedesco durante l’occupazione nazista degli anni 1939-1945. La terza parte, invece, è dedicata al periodo che va dal 1945 al 1956 e illustra come cambiava l’atteggiamento dei polacchi nei confronti del governo socialista, un governo che venne loro imposto con la forza. Attraverso cimeli personali, fotografie, documenti e registrazioni realizzate in via Pomorska si racconta del rapporto delle persone con il terrore, nonché delle somiglianze tra i due sistemi totalitari: quello nazista e quello comunista. 


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Celestat Kraków

72. Celestat, Cracovia

Widok na bryłę budynku Muzeum Celstatu, czyli miejsce ćwiczeń członków krakowskiego bractwa kurkowego.
Lubicz 16, 31-504 Kraków Regione turistica: Kraków i okolice
tel. +48 124293791
Un tempo il loro compito era quello di difendere le mura di Cracovia, perciò dovevano saper sparare bene. I membri della Confraternita dei Tiratori (Bractwo Kurkowe) di Cracovia avevano a disposizione un poligono di tiro dove poter esercitarsi. Questo storico edificio, soprannominato Celestat (dal tedesco Zielstätte, “poligono di tiro”), è situato nel Parco dei Tiratori (Park Strzelecki) ed è oggi un distaccamento del Museo di Cracovia (Muzeum Krakowa).

Ogni anno, durante una competizione di tiro a un gallo di legno (pol. “kur”), viene scelto il cosiddetto Re dei Tiratori (Krół Kurkowy). Da questa tradizione deriva il nome della confraternita, attiva a Cracovia sin dal XIII secolo. L’edificio che oggi chiamiamo Celestat fu costruito per garantire ai membri della confraternita un luogo per esercitarsi. Su iniziativa di uno dei Re dei Tiratori, il mercante di Cracovia Józef Louis, la Confraternita acquistò il cosiddetto Giardino Steinkeller (Ogród Steinkellerowski). In breve tempo cominciarono a chiamarlo Giardino dei Tiratori (Ogród Strzelecki), nome con cui è noto ancora oggi. Lungo il confine occidentale della proprietà fu edificato un lungo muro. Nella parte a sud-ovest del Giardino, invece, nel giro di quattro mesi costruirono la sede della Confraternita dei Tiratori, chiamata Celestat in onore della prima sede dell’organizzazione. Anche questo nome è giunto fino ai giorni nostri. Oltre a ospitare le esercitazioni dei tiratori, il giardino divenne un luogo dove gli abitanti di Cracovia erano soliti incontrarsi e passeggiare. Al poligono di tiro i membri della Confraternita organizzavano esercitazioni e competizioni, tra cui il concorso più importante, che si teneva ogni anni, per eleggere il Re dei Tiratori. In questo luogo i membri della confraternita accolsero anche l’imperatore Francesco Giuseppe I e l’erede al trono, l’arciduca Rodolfo. Oggi rappresenta un centro di ricerca unico in Europa, nel quale si studiano la storia e i costumi delle confraternite di tiratori in Polonia e in Europa. All’interno si può ammirare la Collezione della Confraternita dei Tiratori di Cracovia (Kolekcja Krakowskiego Bractwa Kurkowego), contenente i ritratti dei re dei tiratori della città, le insegne delle autorità della Compagnia dei Tiratori (Towarzystwo Strzeleckie), del re e dei marescialli, una collezione di medaglie, dei trofei di tiro, alcuni bersagli, dipinti, oltre a documenti, fotografie e libri. Il museo è un distaccamento del Museo Storico di Cracovia (Muzeum Historiczne Krakowa).


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Ośrodek Edukacyjny Gorczańskiego Parku Narodowego Poręba Wielka

Centro Educativo del Parco Nazionale dei Gorce, Poręba Wielka

Gorce
Poręba Wielka 4, 34-375 Poręba Wielka Regione turistica: Gorce i Beskid Wyspowy
tel. +48 183317944
È qui che potrai scoprire il ricco mondo degli animali e degli uccelli dei monti Gorce, per poi immergerti nella natura con tutti i tuoi sensi. E tutto questo nella storica tenuta dei conti Wodzicki, trasformata in uno splendido museo.

Il Centro Educativo del Parco Nazionale dei Gorce (Ośrodek Edukacyjny Gorczańskiego Parku Narodowego) si trova a Poręba Wielka. Si tratta del luogo ideale per entrare in contatto con la natura dei monti Gorce. Il centro, circondato dall’antico parco padronale, è stato trasformato in un museo. La sua attrazione principale è la mostra allestita in cinque sale nelle cantine d’epoca della tenuta che illustra la ricchezza naturale dei Gorce. Percorrerle significa fare una passeggiata lungo un vero e proprio sentiero turistico. Si comincia dalla valle di un ruscello montano, per poi continuare sempre più in alto, salendo sui Gorce attraverso una foresta di faggi dei Carpazi (Karpaty) e di abeti, e giungere infine a una radura. Le postazioni interattive e gli effetti sonori sono stati allestiti per far sì che i visitatori possano scegliere autonomamente in che modo apprendere gli argomenti presentati. La mostra è dotata di postazioni multimediali e di audioguide ed è accessibile alle persone con disabilità visiva. Il centro ospita anche una sala per conferenze e laboratori, un punto di informazione turistica e una biblioteca con sala di lettura che offre una ricca collezione di libri, con un'ampia selezione di pubblicazioni naturalistiche.


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Centrum Kultury Rodzimej Czerwony Dwór Zakopane

Centro della Cultura Autoctona "Corte Rossa", Zakopane

Zdjęcie drewnianej tradycyjnej willi zakopiańskiej z zewnątrz
La Corte Rossa (Czerwony Dwór), situata nel cuore di Zakopane, è una delle ville più belle e importanti della città e ospitò illustri artisti.

Fu costruita fra il 1901 e il 1902 in stile Zakopane da Wojciech Roj, uno stretto collaboratore di Stanisław Witkiewicz. Intorno alla metà degli anni ‘20 del XX secolo, la villa fu acquistata dalla sig.ra Pourbeix-Zakrzewska, che fece coprire il tetto di lamiera rossa e modificò il nome della tenuta in “Corte Rossa”, con cui è noto ancora oggi. In questa villa soggiornò Artur Rubinstein, vi abitarono Stefan Żeromski e suo figlio Adam, così come Karol Szymanowski. Tra gli ospiti di Szymanowski figurarono Zofia Nałkowska, Rafał Malczewski, Zbigniew Uniłowski e Henryk Sztompka. Dopo il 1945 l’edificio fu una delle basi operative del leggendario partigiano Józef “Ogień” Kuraś. Nel 2016 l’edificio è stato sottoposto a una ristrutturazione totale e convertito in centro culturale per la promozione dell’arte locale di Zakopane. Nel Centro si tengono delle mostre di artisti del Podhale, laboratori di arte popolare, seminari e conferenze. In questo luogo è possibile conoscere la pittura tradizionale su vetro.


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Muzeum Regionalne PTTK im. I. Łukasiewicza Gorlice

Museo Regionale della Compagnia Polacca del Turismo intitolato a I. Łukasiewicz, Gorlice

Manekiny przedstawiające żołnierzy z czasów pierwszej wojny światowej.
Wąska 7-9, 38-300 Gorlice Regione turistica: Beskid Sądecki i Niski
tel. +48 183522615
La facciata del museo è caratterizzata da grandi graffiti che raffigurano i soldati della Prima guerra mondiale. La mostra all’interno illustra la storia di Gorlice, soffermandosi particolarmente sul processo di estrazione del petrolio. A Gorlice, nel XIX secolo, visse un pioniere dell’industria petrolifera, Ignacy Łukasiewicz. Proprio in questa città venne accesa la prima lampada stradale a cherosene: Gorlice divenne così la culla dell’industria petrolifera europea.

In questo luogo potrai ammirare un alambicco farmaceutico che serviva a distillare il petrolio e il prototipo della prima lampada a cherosene al mondo. Ma il Museo di Gorlice (Muzeum w Gorlicach) contiene anche dei reperti legati alla battaglia di Gorlice, che durò dal 2 al 5 maggio 1915. Fu uno degli scontri armati più importanti della Prima guerra mondiale, perché portò allo sfondamento del fronte. Fu in seguito a questo avvenimento che le truppe austriache e tedesche riuscirono a spingere l’esercito russo ad est, costringendolo alla ritirata. Nel museo è possibile ammirare un modellino della battaglia (in cui sono indicate le posizioni degli eserciti che vi presero parte), così come uniformi, equipaggiamento militare e armi (fucili, baionette, cartucciere, bottoni, fibbie di cinture, stoviglie). Di particolare interesse sono anche i cimeli che furono realizzati dopo la battaglia utilizzando frammenti dell’equipaggiamento militare. Tra loro spicca un ostensorio realizzato con i proiettili di un fucile Mauser e con bossoli di armi da fuoco. La cantina del museo ospita una mostra che raccoglie le uniformi degli eserciti che combatterono in Galizia durante la Prima guerra mondiale. Tra le statue di cera figurano, ad esempio, l’imperatore Francesco Giuseppe I e il generale August von Mackensen, che comandò le truppe tedesche e austroungariche durante l’offensiva di Gorlice-Tarnów nel maggio 1915.


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Kamienica Szołayskich imienia Feliksa Jasieńskiego Kraków

Palazzo degli Szołayski intitolato a Feliks Jasieński, Cracovia (Kraków)

Duża dwupiętrowa kamienica.
pl. Szczepański 9, 31-011 Kraków Regione turistica: Kraków i okolice
tel. +48 124335452
L’edificio del Palazzo degli Szołayski, la cui imponente facciata dà su piazza Szczepański, è situato accanto al Teatro Vecchio (Teatr Stary) e al Palazzo dell’Arte (Pałac Sztuki). Ospita un Distaccamento del Museo Nazionale di Cracovia (Oddział Muzeum Narodowego w Krakowie). L’origine del nome del Palazzo degli Szołayski è legato ai suoi finanziatori.

All’inizio del XX secolo questo palazzo apparteneva agli Szołayski, una famiglia di proprietari terrieri che lo lasciò in eredità al Museo Nazionale di Cracovia (Kraków). Nel 1934 in questo luogo fu aperto un Distaccamento del museo intitolato a Feliks “Manggha” Jasieński (Oddizał im. Feliksa “Mangghi” Jasieńskiego), uno dei maggiori donatori del museo, mecenate delle arti e promotore del modernismo. Le sue collezioni includono grafiche e ceramiche europee, una raccolta di tessuti provenienti dall’Europa e dall’Estremo Oriente, numerosi oggetti d’antiquariato e una vasta collezione di opere d’arte giapponesi. Nel 2003 nel Palazzo degli Szołayski è stato dislocato il Museo di Stanisław Wyspiański (Muzeum Stanisława Wyspiańskiego), un tempo situato in via Kanonicza. È stata organizzata anche una mostra permanente dedicata a Jasieński. In questo museo, oltre alle mostre permanenti e temporanee, si tengono seminari, concerti, spettacoli teatrali e corsi d’arte per bambini e ragazzi.


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Dom Rzemiosł Teatralnych - Teatr im. Juliusza Słowackiego w Krakowie

Casa dei Mestieri Teatrali, Cracovia

In questo luogo, così insolito e affascinante, scoprirete cosa accade dietro le quinte di un palcoscenico. La Casa dei Mestieri Teatrali (Dom Rzemiosł Teatralnych) è dedicata a tutti quegli artisti che rimangono lontano dai riflettori. Sarti, costumisti e falegnami: è grazie a loro che lo spettacolo prende forma molto prima della première. In questo magico spazio si può rivivere la storia del teatro polacco attraverso il lavoro di coloro che non appaiono mai sulle locandine.

La Casa dei Mestieri Teatrali si trova in un magazzino di cent’anni ristrutturato, in cui un tempo venivano conservati i costumi e gli oggetti di scena del Teatro Juliusz Słowacki di Cracovia (Teatr im. Juliusza Słowackiego w Krakowie). Oggi questo luogo ospita dei moderni laboratori di sartoria, una sala prove e un noleggio di costumi e oggetti di scena. Gli interni dell’edificio, in cui si tengono incontri e laboratori teatrali, sono stati progettati in un modo che esula dallo schema tradizionale di musei o gallerie.


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Ośrodek Czynnej Ochrony Płazów i Gadów Zakopane

Centro per la Protezione Attiva degli Anfibi e dei Rettili, Zakopane

Widok na drewnianą wiatę z tablica informacyjną dotyczącą Czynnej ochrony gadów i płazów w Jaszczurowej - Tatrzański Park Narodowy
wylot Doliny Olczyskiej, Zakopane Regione turistica: Tatry i Podhale
tel. +48 182023300
Organizzatore: Tatrzański Park Narodowy
Le sorgenti termali alla foce della Val d’Olcza (Dolina Olczyska), nei monti Tatra, costituiscono un habitat naturale per molte specie di rettili e anfibi. Per questo nel 2003, nel luogo che un tempo ospitava le piscine termali, è stato istituito un centro che opera a difesa di animali come rane, rospi, salamandre, vipere e lucertole.

Questo luogo ha preso il nome di “Jaszczurówka” per via delle numerose salamandre che un tempo popolavano la zona, chiamate dagli abitanti delle montagne “jaszczury” (“lucertole”). È possibile osservare alcune specie di anfibi, rari o in via di estinzione, che vivono in condizioni simili a quelle del loro habitat naturale: salamandre, tritoni e rane, ma anche rettili come lucertole e serpenti. Il centro offre un percorso didattico composto da cinque fermate, durante il quale è possibile non solo osservare i rettili e gli anfibi nel proprio habitat naturale, ma anche imparare molte cose su di loro, scoprire la storia del luogo e conoscere meglio gli ecosistemi acquatici. Il centro è dotato di posti per sedersi e aree picnic, perfetti per fare una pausa. Per accedere al Parco Nazionale dei Tatra (Tatrzański Park Narodowy) è necessario acquistare un biglietto d’ingresso.


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Muzeum Kultury Ludowej Sidzina

Museo della Cultura Popolare, Sidzina

Skansen w Sidzinie
Sidzina-Bińkówka, 34-236 Sidzina Regione turistica: Beskid Żywiecki i Orawa
tel. +48 501597208
Questo museo all'aria aperta non sarebbe mai esistito se non fosse stato per il grande cuore e la passione di due abitanti della zona: l’insegnante Adam Leśniak e il sacerdote Józef Świstek che hanno deciso di salvare la cultura, le antiche usanze e gli oggetti di uso quotidiano dall’oblio.

I due ideatori del museo hanno notato che, con l’avvento della trazione elettrica e dell’elettricità, gli oggetti che un tempo venivano utilizzati dagli abitanti dei villaggi ai piedi del monte Babia Góra vengono gettati, distrutti. Così hanno deciso di salvarli, a memoria delle generazioni future. Nasce così il Museo Regionale di Sidzina (Muzeum Regionalne w Sidzinie), inaugurato nel 1963 in occasione del 400° anniversario della fondazione della città. In questo museo si possono ammirare una mostra sull’architettura tradizionale della regione di Orawa, tra cui l’antica capanna arredata di Banasik, risalente al 1806, o il granaio chiamato “Górka”, del 1897, che oggi ospita la Camera della Memoria Nazionale (Izba Pamięci Narodowej), dedicata alla memoria dei soldati del settembre 1939 e ai partigiani che combatterono nella Seconda guerra mondiale. In questo luogo si può anche vedere un’antica fucina proveniente da Spytkowice. Ovviamente c’è anche un mulino, nonché un insolito campanile in legno del 1937 che veniva utilizzato per scongiurare le tempeste. Nell’area del museo si possono anche ammirare delle sculture all’aria aperta che fanno riferimento alle fiabe e alle leggende di queste terre. Il museo organizza numerosi eventi folcloristici e laboratori che hanno lo scopo di mostrare l’unicità di questa regione.


Obiekty na trasie

Muzeum Górali i Zbójników oraz Chata Artystycznych Przygód Rabka-Zdrój

Museo dei Montanari e dei Briganti, Capanna delle Avventure Artistiche, Rabka-Zdrój

Drewniana chata kryta gontem
ul. Sądecka 4, 34-700 Rabka-Zdrój Regione turistica: Gorce i Beskid Wyspowy
tel. +48 795222925
In questo luogo potrai scoprire i segreti dei briganti, o addirittura trovare il tesoro che hanno nascosto. Nel Museo interattivo di Rabka-Zdrój si impara divertendosi... Non senza qualche brivido di emozione.
Qui tutti potranno immedesimarsi negli abitanti delle montagne e scoprire come si viveva senza le comodità dell’età moderna, in una capanna priva di elettricità, per poi provare a fare il bucato su un lavapanni in legno, pigiare il cavolo con i piedi per farlo fermentare, dormire sul fieno o fare il formaggio. Potrebbe anche esserci l’occasione di mettere un amico alla gogna. Chi vuole potrà indossare alcuni costumi tipici dei montanari, oppure unirsi alla ricerca del tesoro dei briganti. Tutte queste attività interattive sono state modernizzate con l’aiuto di touch screen, proiettori, vari giochi e postazioni interattive, il che aumenta notevolmente il fascino di questo luogo. Visitando il Museo dei Montanari e dei Briganti di Rabka-Zdrój (Muzeum Górali i Zbójników w Rabce-Zdroju) vale la pena trascorrere un po’ di tempo alla Capanna delle Avventure Artistiche (Chata Artystycznych Przygód), un laboratorio creativo che offre numerose attività rivolte a tutti, sia ai bambini che agli adulti. È proprio dopo aver visitato questo luogo che certi visitatori scoprono di avere del talento artistico. Nel laboratorio creativo potrete provare a dipingere souvenir regionali di diverso tipo (ad esempio, dei coralli montanari), fare dei lavori all’uncinetto, creare dei fiori con la carta crespa, tessere, decorare dei cappelli da brigante o dipingere sul vetro. È stata la passione a condurre in questo luogo le persone che lo gestiscono. Sono tutte altamente preparate e in grado condurre le lezioni in maniera appropriata.

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Muzeum Etnograficzne Tarnów

Museo Etnografico, Tarnów

Duży drewniany budynek pomalowany na biało, kryty gontem. W otoczeniu ładna zieleń.
ul. Krakowska 10, 33-100 Tarnów Regione turistica: Tarnów i okolice
tel. +48 146220625
tel. +48 146278828
Durante una visita a Tarnów, questo luogo è una tappa obbligatoria. Il Museo Etnografico (Muzeum Etnograficzne), una succursale del Museo Distrettuale di Tarnów (Muzeum Okręgowe w Tarnowie) si trova in uno storico palazzo dal gusto classicista. La sezione più affascinante del museo è senza dubbio la mostra permanente sui rom, l’unica in Polonia.

Il museo è situato nel centro cittadino, in un palazzo storico del XVIII secolo in via Krakowska 10. Questo palazzo fungeva un tempo da locanda, poi da residenza privata. Apparteneva alla famiglia Onitsch, che negli anni ‘20 del XX secolo vendette l’edificio alla città per renderlo un teatro, che però fu costruito altrove. Il museo illustra la cultura tradizionale dei popoli che abitano la regione di Tarnów e comprende anche una sezione dedicata alla storia e alla cultura dei rom. Nel cortile viene organizzata stagionalmente una mostra all’aperto, allestita in pittoreschi carri che formavano le celebri carovane gitane. La collezione rom fu istituita a Tarnów nel 1979, quando in questo luogo venne organizzata la prima mostra a tema rom. Durante le esibizioni temporanee il museo invita i visitatori a conoscere anche le culture di altri popoli. Il museo organizza celebri concorsi, tra cui il concorso “La Capanna Dipinta di Zalipie” (“Malowana Chata w Zalipiu”) e il “Concorso dell’Uovo di Pasqua e dell’Arte Sacra Pasquale” (“Konkurs na Pisankę i Plastykę Obrzędową związaną z Wielkanocą”). Inoltre offre attività didattiche come lezioni organizzate al museo e laboratori artistici, durante i quali promuove le tradizioni locali.


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Dom Tadeusza Kantora Hucisko

Casa di Tadeusz Kantor, Hucisko

14-metrowe krzesło stojące wśród drzew.
Hucisko 39, 32-420 Hucisko Regione turistica: Pogórza
Si tratta dell’unico progetto architettonico portato a termine dall’artista Tadeusz Kantor. Il regista, creatore di happening e pittore sorvegliò ogni fase della costruzione della residenza di Hucisko.

La casa di Tadeusz Kantor e Maria Stangret-Kantor a Hucisko fu progettata fin dall’inizio con l’intenzione di renderla un museo dell’opera pittorica del suo proprietario. Kantor voleva che questo luogo, oltre a fornire informazioni sulla sua biografia, ospitasse anche una piccola galleria d’arte. L’edificio fu progettato dallo stesso Kantor. È una casa di legno in stile Zakopane con una torre bianca, semicircolare, in mattoni. Il pianoterra ospita lo studio dell’artista, un soggiorno e una cucina. Al primo piano si trovano le camere da letto dei proprietari. La casa è situata su una piccola collina ed è circondata da circa mezzo ettaro di terreno. Nel 1995, per il quinto anniversario della morte dell’artista, in prossimità dell’edificio è stata collocata una sedia di 14 metri che rappresenta uno dei “Monumenti impossibili” (“Pomniki niemożliwe”) dell’artista. A causa della morte improvvisa del pittore, che se ne andò senza lasciare indicazioni specifiche circa il futuro della residenza, non vi venne mai istituito un museo. L’edificio non è aperto al pubblico.


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Spichlerz Rajbrot

Granaio di Rajbrot

Drewniany spichlerz
Lipnica Murowana Regione turistica: Pogórza
In questo villaggio, uno dei più antichi nella regione del Beskid Wyspowy, troverete anche un granaio in legno.

Il nome del villaggio di Rajbrot deriva probabilmente dal tedesco e significa “pane dorato”. La parrocchia del villaggio fu fondata nel 1260 grazie al principe Boleslao il Casto (Bolesław Wstydliwy). Fu proprio lui a finanziare la costruzione della chiesa in legno di larice. Il granaio che risale al XVIII-XIX secolo si trova nel complesso attiguo alla chiesa. Fu costruito insieme ad altri edifici su iniziativa del sacerdote referendario Andrzej Szymczakiewicz. Negli anni ‘50 del XX secolo subì delle modifiche. Si tratta di un edificio formato da travi di legno a incastro, a un piano, coperto da un tetto a doppio spiovente. La sua struttura, a pianta rettangolare, fu eretta su una base di cosiddetti “pecki”, cioè su pietre che fungevano da rudimentali fondamenta. L’unica stanza all’interno è coperta da un soffitto con travi a vista. Il pavimento è realizzato con assi che poggiano su spessi travicelli lignei.


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